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Padova


 

Cassa di Risparmio di Padova


La Cassa di Risparmio di Padova fu costituita il 12 febbraio 1822, nel giorno del compleanno dell'imperatore d'Austria Francesco I, insieme alle Casse di Castelfranco Veneto, Udine, Monselice, Treviso, Venezia e Rovigo.
Nate in seguito al successo ottenuto dalla Cassa di Risparmio di Vienna (1819), il loro scopo fu di sostenere i ceti più deboli tramite la raccolta del risparmio. In base alle direttive austriache, le Casse furono amministrate dai locali Monti di pietà e i depositi vennero impiegati nell'attività di prestito su pegno del Monte.
L'avvio dell'attività delle Casse, compresa quella di Padova, non fu privo di difficoltà: il governo viennese, infatti, non tenne conto delle condizioni di povertà e arretratezza della regione, che non consentivano la formazione di un risparmio adeguato al buon funzionamento delle Casse stesse.
La riforma statutaria del 1869 definì l'autonomia, a partire dal 1871, della Cassa di Padova dal locale Monte di Pietà e la nomina del Consiglio di amministrazione da parte del Comune e della Camera di Commercio.
Primo presidente dell'Istituto fu il conte Antonio Emo Capodilista, deputato e senatore della Destra, a cui seguì nel 1900 il conte Paolo Camerini, deputato liberal democratico, sostituito nel 1912 dal conte Giacomo Miari de Cumani, poi presidente, dopo la fusione con l'Istituto di Rovigo, della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo fino al dicembre 1944.
Tra il 1869 e il 1904 la Cassa procedette a varie riforme statutarie, al fine di incrementare i depositi ed ampliare la rosa degli impieghi consentiti (mutui ipotecari, sconto di cambiali, acquisto di titoli pubblici e perfino di azioni industriali, prestito su pegno di titoli e azioni). La riforma del 1891, inoltre, definì l'autonomia dell'Istituto dal Consiglio comunale.
Dal 1898 al 1910 la Cassa si occupò dello sviluppo economico locale investendo oltre duecento milioni di lire, sostenendo in particolar modo le istituzioni agricole (casse rurali, sindacati agricoli e consorzi agrari).
Nel 1912 la Cassa aprì la sua prima filiale a Montagnana, seguita da quelle di Piove di Sacco ed Este. Durante la prima guerra mondiale le filiali furono chiuse e la sede centrale trasferita ad Arezzo; successivamente riprese l'apertura di nuovi sportelli a San Martino di Lupari, Venezia, Cavarzere, Ariano Polesine, Badia Polesine e Polesella.
Nei primi anni '20, per far fronte alla penetrazione concorrenziale e alle aggregazioni tra i vari istituti di credito, la Cassa di Risparmio di Padova assorbì la Cassa di Monselice e propose a quella di Rovigo di unirsi in una federazione. La proposta, inizialmente rigettata dall'Istituto di Rovigo, venne approvata con regio decreto legge 10 febbraio 1927 n. 2, mentre l'anno seguente si procedette alla fusione tra i due istituti, che diede vita alla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Bibliografia essenziale
- Giacomo Dandolo (a cura di), Notizie e documenti sulla Cassa di Risparmio di Padova dal 1822 al 1897, 2 volumi, Padova, Stabilimento Tipografico Prosperini, 1898;
- Jacopo Tivaroni, La Cassa di Risparmio di Padova nel suo primo centenario, 1822-1922, Padova, Società Cooperativa Tipografica, 1922;
- Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, La Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo dal 1954 al 1965, Como, Tipografia Comense, 1966;
- Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Ufficio Segreteria (a cura di), Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, 1822-1972, Genova, S.I.A.G., 1972;
- Giulio Monteleone e Aldo Stella, Centocinquantanni di vita della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, 1822-1972. Lineamenti storici, Padova, Liviana Editrice, 1974;
- Atti del 150° anniversario di fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Padova, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Servizio pubbliche relazioni promozione e propaganda, s.d.

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